Tutti i dintorni Dintorni · Borghi

Porto Rotondo

A pochi minuti di auto dalla Costa degli Ulivi, Porto Rotondo è un borgo nato a tavolino negli anni Sessanta e diventato uno dei luoghi più riconoscibili della Gallura: granito rosa, viottoli pedonali, una piazzetta-anfiteatro e un porto turistico che al tramonto si riempie di gente.

meno di 10 min in auto da La Dimora di Angelala piazzetta e il porticciolo
Porto Rotondo, nei dintorni di Porto Rotondo
Porto Rotondo — nei dintorni de La Dimora di Angela

Un borgo nato dal progetto di due fratelli veneziani

Porto Rotondo non è un paese antico, ed è proprio questa la sua particolarità: è un borgo turistico immaginato e costruito a partire dagli anni Sessanta del Novecento su un promontorio granitico, per iniziativa dei fratelli veneziani Luigi e Nicolò Donà dalle Rose. L'idea era tanto semplice quanto ambiziosa: costruire un villaggio nuovo che sembrasse però esistere da sempre, con case basse, intonaci chiari, granito a vista e volumi irregolari perfettamente inseriti nella macchia mediterranea.

Il risultato, oggi, è una località che dal punto di vista amministrativo appartiene al comune di Olbia ma conserva un'identità tutta sua, fatta di scalinate in pietra, bouganville, vicoli pedonali e scorci improvvisi sul mare. La penisola su cui sorge separa il Golfo di Cugnana dal Golfo di Marinella, lo stesso su cui si affaccia la casa.

La piazzetta e le opere d'arte a cielo aperto

Il cuore del borgo è la Piazzetta San Marco, progettata dallo scultore Andrea Cascella: un invaso circolare in granito estratto dalle cave della zona, con gradinate che scendono come un piccolo anfiteatro e che nelle sere d'estate diventano il salotto naturale di Porto Rotondo. Tutt'intorno si aprono boutique, gallerie d'arte, gelaterie e ristoranti, ed è qui che si concentra la passeggiata serale.

A pochi passi si trova la chiesa di San Lorenzo, un piccolo gioiello nato dal lavoro congiunto di Andrea Cascella e Mario Ceroli. L'interno è interamente rivestito di legno intagliato: il soffitto richiama la carena rovesciata di una nave e i pannelli scolpiti raccontano episodi biblici, dalla Scala di Giacobbe all'Ultima Cena. Vale la deviazione anche per chi non ha alcun interesse religioso, perché è semplicemente un'opera d'arte in cui si entra.

Il teatro e il museo a cielo aperto

Poco più in alto, allineato con la chiesa, la piazza e il porto secondo un asse voluto in fase di progetto, si trova il Teatro Mario Ceroli: un anfiteatro all'aperto ispirato ai teatri antichi e concepito dall'artista che gli dà il nome. È un luogo suggestivo, affacciato sul verde, che d'estate ospita spettacoli e rassegne.

Passeggiando senza fretta si incontrano poi diverse altre opere d'arte pubblica distribuite tra piazze, rotatorie e spazi verdi: sculture, installazioni e interventi che hanno fatto descrivere Porto Rotondo come un museo a cielo aperto. Non c'è un percorso segnato da seguire: conviene semplicemente girare a piedi e lasciare che le opere si facciano trovare.

Il porticciolo turistico

La Marina di Porto Rotondo è il secondo polo del borgo: un porto turistico ampio e ben attrezzato, dove ormeggiano barche a vela e yacht di ogni dimensione. I moli sono percorribili a piedi e restano uno dei punti migliori per la passeggiata di fine giornata, quando la luce bassa accende il granito delle case e si riflette sugli scafi.

Attorno al porto si concentrano locali, negozi e ristoranti, e dal molo partono numerose escursioni in barca verso le cale della costa e le isole vicine. Anche solo sedersi a guardare le manovre di ormeggio è un passatempo che qui funziona benissimo.

Come viverla al meglio

La formula più riuscita è quella serale: partire dalla casa nel tardo pomeriggio, lasciare l'auto in uno dei parcheggi a ridosso del centro e poi muoversi soltanto a piedi. Il borgo è compatto, pianeggiante lungo il porto e in leggera salita verso la piazzetta, e si gira comodamente in un paio d'ore.

In alta stagione il centro è vivace fino a tarda notte e trovare parcheggio vicino alla piazzetta può richiedere qualche giro in più; in primavera e a settembre, invece, il borgo si svuota e si gode in una versione molto più tranquilla, con la stessa luce e senza la ressa.

Da non perdere

  • La Piazzetta San Marco in granito locale
  • La chiesa di San Lorenzo rivestita in legno
  • Il teatro all'aperto di Mario Ceroli
  • Il molo della Marina al tramonto
  • Boutique e gallerie d'arte del centro