Il 10 agosto, a Porto Rotondo, due calendari si sovrappongono. C'è quello liturgico, che ricorda il diacono Lorenzo, e c'è quello del cielo, che in quelle notti riempie il buio di scie luminose. Il borgo affacciato sul Golfo di Marinella ha in San Lorenzo il suo patrono e gli ha dedicato la chiesa che ne è, di fatto, il cuore architettonico e artistico: un edificio che da solo giustifica una visita anche fuori stagione.
Lorenzo, il diacono del III secolo
Lorenzo fu diacono della Chiesa di Roma e subì il martirio nel 258, durante la persecuzione dell'imperatore Valeriano. La tradizione lo lega all'episodio dei tesori della Chiesa, quando alle richieste del prefetto avrebbe presentato i poveri della città, e al supplizio della graticola, diventato il suo attributo iconografico più riconoscibile. La memoria liturgica cade ogni anno il 10 agosto.
La devozione per Lorenzo è antichissima e diffusa in tutta Italia, ma a Porto Rotondo ha preso una forma particolare: quella di un borgo nato nella seconda metà del Novecento che ha scelto di costruire attorno al proprio patrono non una chiesa qualunque, ma un'opera d'arte contemporanea.
La chiesa di San Lorenzo
La chiesa nasce dal lavoro di scultori, non di soli architetti, e porta il segno di Mario Ceroli: i lavori furono avviati alla fine degli anni Sessanta. All'esterno domina il granito; all'interno la sorpresa è totale. Il soffitto ha la forma di una carena di nave rovesciata, rimando esplicito al mare, ed è intagliato nel pino russo, legno ricco di resina, con migliaia di figure: un fregio ligneo che riproduce anche i profili dei pionieri della storia di Porto Rotondo.
Sulle pareti laterali le sculture in legno raccontano il Giudizio Universale, l'Ultima Cena, la Fuga in Egitto, la Deposizione di Cristo, l'albero della vita, l'arcobaleno e il futuro. Sempre di Ceroli è il rosone in vetro di Murano, una successione di profili che nell'insieme compone una sorta di grande sole. Il completamento dell'edificio è arrivato fra il 2008 e il 2009, grazie all'impegno della Fondazione PortoRotondo e al contributo del Consorzio.
La festa del patrono, di anno in anno
La ricorrenza torna ogni 10 agosto e mantiene un impianto sobrio, più comunitario che spettacolare. Il fulcro è la celebrazione religiosa serale, preceduta dalla recita del rosario e accompagnata dal canto; in alcune edizioni la messa solenne è stata presieduta dal vescovo diocesano e ospitata, per ragioni di capienza, nell'anfiteatro intitolato a Mario Ceroli anziché dentro la chiesa.
Attorno alla parte liturgica si muovono, di volta in volta, iniziative diverse promosse dalla parrocchia, dal Consorzio e dalle realtà associative del borgo. Proprio perché il programma cambia ogni anno, vale una regola semplice: nessun dettaglio va dato per scontato finché il calendario ufficiale non è pubblicato.
Il teatro in asse con la chiesa
L'anfiteatro Mario Ceroli, inaugurato nel 1995, nasce da un'idea dello scultore realizzata con gli architetti Gianfranco Fini e Marina Sotgiu. È composto da un'ampia gradinata semicircolare in granito che scende verso un palco in legno, ed è collocato in asse con la chiesa di San Lorenzo, con piazza San Marco e con il porto: un allineamento che ordina l'intero borgo lungo una sola linea immaginaria.
Durante l'estate lo spazio ospita rassegne teatrali, concerti e proiezioni. Anche a teatro vuoto, salire sulla gradinata al tramonto è uno dei modi più semplici per capire l'idea che ha guidato la nascita di Porto Rotondo: un paese pensato come opera d'arte all'aperto.
Le lacrime di San Lorenzo
Il nome popolare delle stelle cadenti d'agosto nasce proprio dalla prossimità con il 10 agosto. Si tratta delle Perseidi, uno sciame meteorico attivo fra la fine di luglio e la terza settimana di agosto, con un massimo che cade generalmente attorno all'11-13 del mese. Le meteore sono minuscoli frammenti lasciati lungo la propria orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, e il radiante, cioè il punto da cui sembrano provenire, si trova nella costellazione di Perseo, verso nord-est.
La costa gallurese offre condizioni favorevoli: cieli spesso limpidi, orizzonti marini aperti e, appena ci si allontana dai centri abitati, un'oscurità ancora decente. Non serve alcuno strumento: le meteore si osservano meglio a occhio nudo, con il campo visivo più ampio possibile.
Dove informarsi
Date e orari delle celebrazioni vengono diffusi ogni anno dalla parrocchia di riferimento e ripresi dai canali del Consorzio di Portorotondo e del Comune di Olbia. È lì, e non nelle guide stampate l'anno prima, che conviene cercare il programma aggiornato nelle settimane che precedono il 10 agosto.
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